Descrizione
Il 4 marzo 2026 la Commissione europea ha presentato l’Industrial Accelerator Act (IAA), una proposta legislativa pensata per rafforzare la domanda di tecnologie e prodotti a basse emissioni di carbonio e promuovere un modello produttivo “Made in Europe”. L’obiettivo è rilanciare il settore manifatturiero europeo, sostenere la crescita delle imprese e favorire la creazione di occupazione attraverso la diffusione di tecnologie più pulite.
L’iniziativa si inserisce nel quadro della strategia europea per la competitività, avviata nel 2025 con la “Competitiveness Compass”, che definisce una serie di misure per rafforzare il ruolo dell’Unione nello scenario globale. In questo percorso si colloca anche il “Clean Industrial Deal”, che punta a coniugare sviluppo industriale e transizione ecologica, affrontando sfide cruciali come il cambiamento climatico, la competitività economica e la dipendenza da materie prime critiche.
L’Industrial Accelerator Act nasce proprio per rispondere a una questione centrale: è possibile mantenere la competitività industriale, soprattutto nel manifatturiero, e allo stesso tempo decarbonizzare l’economia? La Commissione propone una risposta positiva, sostenendo che la sostenibilità possa diventare un fattore distintivo della competitività europea.
La proposta mira a migliorare il funzionamento del mercato interno e a rafforzare i settori industriali strategici, contribuendo agli obiettivi climatici, alla sicurezza economica e alla creazione di lavoro di qualità. Il traguardo fissato è ambizioso: portare il manifatturiero a rappresentare almeno il 20% del PIL dell’Unione entro il 2035.
Per raggiungere questi obiettivi, l’IAA introduce misure concrete per semplificare e accelerare le procedure autorizzative, puntando sulla digitalizzazione e sulla creazione di sportelli unici nazionali per i progetti industriali. Viene inoltre promosso lo sviluppo di mercati pilota in settori strategici, come cemento, alluminio e tecnologie a impatto zero, tra cui batterie, energie rinnovabili, pompe di calore e nucleare, favorendo prodotti europei o a basse emissioni negli appalti pubblici e nei sistemi di incentivazione.
Un altro elemento chiave riguarda la regolamentazione degli investimenti esteri nei settori strategici emergenti, con l’obiettivo di garantire ricadute positive per l’economia europea, come trasferimento tecnologico, occupazione e collaborazione con imprese locali. Parallelamente, la proposta prevede la creazione di Aree di Accelerazione Industriale, ovvero distretti in cui le imprese potranno beneficiare di procedure semplificate e infrastrutture energetiche dedicate.
L’importanza dell’IAA è legata anche all’impatto sociale delle trasformazioni industriali. Settori ad alta intensità energetica e l’industria delle tecnologie pulite rappresentano una parte rilevante della produzione europea e incidono direttamente sulla stabilità economica e occupazionale. Per questo motivo, la Commissione sottolinea come la decarbonizzazione non sia un limite, ma una leva strategica per rafforzare la competitività.
La proposta è ora all’esame del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione europea e, se approvata, potrà diventare uno dei pilastri della futura politica industriale europea.