Diritto di restare, l’Europa scommette sui territori: al via la strategia contro spopolamento e fuga dei giovani

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La Commissione europea lancia una consultazione pubblica per costruire una nuova politica dedicata alle regioni che perdono popolazione e opportunità.

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10 Giugno 26

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Contrastare lo spopolamento, ridurre le disuguaglianze territoriali e garantire ai cittadini europei la possibilità di costruire il proprio futuro nei luoghi in cui vivono. Sono questi gli obiettivi della nuova strategia europea del “Diritto di restare” (Right to Stay), l'iniziativa promossa dalla Commissione europea che punta a rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale dell'Unione.

Il progetto è stato presentato nel corso di un evento che ha riunito rappresentanti delle istituzioni europee, governi nazionali e regionali, amministratori locali e organizzazioni della società civile. Un confronto ad alto livello che segna l'avvio di un percorso destinato a incidere sulle future politiche di coesione dell'Unione europea.

Al centro della strategia vi è una questione che riguarda milioni di cittadini europei: la necessità, spesso obbligata, di lasciare il proprio territorio per cercare altrove opportunità di studio, lavoro e crescita professionale. Un fenomeno che interessa numerose aree rurali, montane e periferiche, ma anche molte regioni colpite dal declino demografico e dalla progressiva riduzione dei servizi essenziali.

«Il diritto di restare riguarda le persone, le comunità e i territori. Si tratta di restituire a tutti gli europei la libertà di rimanere, di crescere e di costruire il proprio futuro nel luogo che chiamano casa. Andare via dovrebbe sempre essere una libera scelta, mai una necessità dettata dalla mancanza di opportunità», ha dichiarato il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto.

Parole che sintetizzano la filosofia dell'iniziativa: non limitare la mobilità dei cittadini, ma creare le condizioni affinché chi desidera rimanere nel proprio territorio possa farlo senza rinunciare a prospettive di sviluppo personale e professionale.

Secondo Fitto, la risposta passa attraverso investimenti mirati nei servizi pubblici, nell'istruzione, nella connettività e nelle infrastrutture, rendendo ogni regione europea «più competitiva, più connessa e più attrattiva». «Perché quando i territori crescono e si sviluppano, le persone possono davvero scegliere di rimanere, avere successo e appartenere», ha aggiunto.

L'iniziativa si inserisce tra le priorità politiche dell'Unione europea per il periodo 2024-2029 e trova un importante riferimento nel rapporto "Molto più di un mercato" elaborato dall'ex presidente del Consiglio italiano Enrico Letta. Nel documento, Letta evidenzia come le crescenti disparità regionali rischino di alimentare una migrazione interna permanente, soprattutto tra i giovani e i lavoratori qualificati, con conseguenze significative sulla competitività e sulla coesione dell'Europa.

Tra gli interventi previsti dalla futura strategia figurano il rafforzamento dell'attrattività economica delle regioni, il sostegno all'innovazione e alle imprese locali, il miglioramento dell'accesso ai servizi essenziali e la creazione di nuove opportunità occupazionali. Un'attenzione particolare sarà riservata alle aree più vulnerabili, dove l'invecchiamento della popolazione e la fuga dei giovani stanno mettendo a rischio la tenuta sociale ed economica delle comunità locali.

La Commissione europea ha inoltre avviato la consultazione pubblica "Right to Stay – Your Region, Your Future", aperta fino al 12 giugno 2026. Cittadini, enti territoriali, università, imprese, organizzazioni della società civile e parti sociali sono invitati a contribuire alla definizione della strategia attraverso proposte, osservazioni e buone pratiche.

I contributi raccolti serviranno a delineare le future iniziative politiche e gli strumenti di sostegno che accompagneranno la nuova stagione della politica di coesione europea. L'obiettivo è chiaro: trasformare il diritto di restare da principio politico a opportunità concreta, offrendo ai cittadini europei la possibilità di scegliere il proprio futuro senza essere costretti ad abbandonare il territorio in cui sono cresciuti.

In un'Europa che affronta profonde trasformazioni demografiche ed economiche, la sfida non è soltanto fermare lo spopolamento. È garantire che nessuna regione venga lasciata indietro e che il luogo in cui si nasce non determini le possibilità di realizzare il proprio progetto di vita.

Ultimo aggiornamento: 10/06/2026, 13:34

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