2 giugno 1946: la nascita della Repubblica e il futuro europeo dell’Italia

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80 anni di Repubblica italiana!

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27 Maggio 26

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Il 2 giugno non è soltanto una festa nazionale: è una delle date che hanno segnato in modo più profondo la storia democratica dell’Italia. Nel 1946, dopo gli anni della dittatura fascista e della Seconda guerra mondiale, gli italiani furono chiamati a scegliere attraverso referendum la nuova forma dello Stato. La maggioranza votò per la Repubblica, aprendo una nuova stagione politica fondata sulla democrazia, sulla partecipazione e sui diritti civili. 

Quel voto rappresentò una svolta storica anche perché, per la prima volta in una consultazione politica nazionale, parteciparono anche le donne. Il referendum del 2 e 3 giugno 1946 fu infatti il primo vero appuntamento a suffragio universale della storia italiana moderna, con un’affluenza superiore all’89%.

Accanto al referendum monarchia-repubblica vennero eletti anche i membri dell’Assemblea Costituente, incaricata di scrivere la Costituzione italiana entrata in vigore il 1° gennaio 1948. Nacque così la Repubblica Italiana come la conosciamo oggi: fondata sul lavoro, sulla sovranità popolare e sui principi democratici.

Molti dei valori nati in quella stagione storica sarebbero diventati, negli anni successivi, anche i pilastri del progetto europeo. Dopo due guerre mondiali devastanti, l’Europa avviò infatti un percorso di cooperazione politica ed economica per garantire pace, stabilità e sviluppo condiviso. L’Italia fu tra i Paesi fondatori della Comunità Economica Europea nel 1957 con la firma dei Trattati di Roma, insieme a Francia, Germania Ovest, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo.

Il legame tra la democrazia italiana nata il 2 giugno 1946 e la costruzione europea diventò ancora più evidente nel 1979, anno delle prime elezioni dirette del Parlamento europeo. Fino a quel momento gli eurodeputati venivano nominati dai Parlamenti nazionali; dal 7 al 10 giugno 1979, invece, i cittadini europei poterono eleggere direttamente i propri rappresentanti a Strasburgo. Fu la prima assemblea internazionale della storia eletta a suffragio universale diretto.

Esiste quindi un interessante parallelismo storico: il referendum del 1946 segnò l’inizio della partecipazione democratica piena nella Repubblica italiana, mentre le elezioni europee del 1979 ampliarono quella stessa partecipazione a livello sovranazionale, dando ai cittadini europei una rappresentanza politica diretta nelle istituzioni comunitarie.

Anche il principio del suffragio universale rappresenta un forte punto di contatto tra le due tappe storiche. Nel 1946 gli italiani conquistarono il diritto di scegliere il proprio futuro istituzionale; nel 1979 milioni di cittadini europei furono chiamati per la prima volta a contribuire democraticamente alle decisioni della Comunità europea.

Le prime elezioni europee coinvolsero oltre 185 milioni di elettori nei nove Paesi membri dell’epoca e registrarono un’affluenza superiore al 61%. Proprio in quell’occasione venne eletta presidente del Parlamento europeo Simone Veil, sopravvissuta alla Shoah e figura simbolo della riconciliazione europea e dei diritti civili.

Anche l’Italia ebbe un ruolo centrale in quel processo democratico. La legge italiana che regolò per la prima volta l’elezione diretta dei membri del Parlamento europeo fu approvata nel gennaio 1979 e stabilì il voto diretto, libero e segreto per eleggere i rappresentanti italiani a Strasburgo.

La Festa della Repubblica assume così anche un significato europeo: celebra non soltanto la nascita delle istituzioni democratiche italiane, ma anche il contributo dell’Italia alla costruzione di un’Europa fondata sulla pace, sulla cooperazione e sulla partecipazione dei cittadini.

Oggi molti diritti e opportunità vissuti quotidianamente dalle nuove generazioni — dalla libertà di circolazione al programma Erasmus+, fino ai progetti europei per la sostenibilità, la mobilità e l’innovazione — affondano le proprie radici proprio in quel lungo percorso democratico iniziato il 2 giugno 1946.

Tra le curiosità storiche legate alla ricorrenza c’è il fatto che il 2 giugno non fu sempre celebrato nel giorno esatto della festa. Dal 1977 al 2000, per ragioni economiche, la celebrazione venne spostata alla prima domenica di giugno, per poi tornare stabilmente alla data originaria dal 2001.

Ancora oggi le celebrazioni ufficiali si aprono a Roma con la deposizione della corona d’alloro al Milite Ignoto da parte del Presidente della Repubblica e con la tradizionale parata ai Fori Imperiali, accompagnata dal passaggio delle Frecce Tricolori.

Ultimo aggiornamento: 28/05/2026, 06:16

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