Aggiornamento vertice sull’allargamento UE: Montenegro, Albania, Ucraina e Moldova guidano la nuova fase

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Durante la presentazione del rapporto davanti alla commissione Affari esteri del Parlamento europeo, Kos ha ricordato che l’Unione deve prepararsi a diventare più grande e che il contesto geopolitico attuale rende l’allargamento una scelta strategica.

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05 Novembre 25

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Il processo di allargamento dell’Unione europea sta procedendo a ritmi differenti tra i vari Paesi candidati. Montenegro e Albania avanzano con continuità verso l’adesione, mentre la Georgia sta facendo passi indietro. La Turchia resta in una situazione di stallo ormai da anni e lo stesso vale, in parte, per la Macedonia del Nord. Serbia e Bosnia-Erzegovina non hanno compromesso definitivamente la loro prospettiva europea, ma per loro sarà necessario ripartire con decisione sul fronte delle riforme. Ucraina e Moldova, invece, possono contare su un forte sostegno politico da parte di Bruxelles, ma devono evitare rallentamenti se vogliono mantenere viva la prospettiva di ingresso.

Secondo la Commissaria per l’Allargamento, Marta Kos, il 2025 è stato nel complesso un anno positivo per l’evoluzione dell’allargamento. Montenegro, Albania, Ucraina e Moldova sono i Paesi che hanno compiuto i progressi più significativi, grazie alle riforme realizzate nell’ultimo anno. Se lo slancio attuale venisse confermato, il Montenegro potrebbe chiudere i negoziati di adesione nel 2026, mentre l’Albania avrebbe buone possibilità di completare il percorso entro la fine del 2027, a condizione di mantenere un clima politico stabile e inclusivo. Per la Moldova, la chiusura dei negoziati all’inizio del 2028 viene considerata un obiettivo ambizioso ma ancora realizzabile, purché continui a rispettare i criteri richiesti. Per l’Ucraina, invece, la Commissione prende atto della volontà di concludere entro il 2028, ma sottolinea che è necessario un ulteriore sforzo, soprattutto sul rafforzamento dello stato di diritto.

Durante la presentazione del rapporto davanti alla commissione Affari esteri del Parlamento europeo, Kos ha ricordato che l’Unione deve prepararsi a diventare più grande e che il contesto geopolitico attuale rende l’allargamento una scelta strategica. I progressi di Ucraina e Moldova, compiuti in un contesto segnato da conflitti e interferenze esterne, devono essere riconosciuti. Per questo motivo, la commissaria ha invitato ad avviare già entro novembre i negoziati con questi due Paesi.

Non tutti i candidati mostrano lo stesso orientamento europeo. Nel caso della Georgia, la Commissione osserva che la candidatura rischia di rimanere puramente formale a causa della crisi politica interna. La Turchia, invece, non ha registrato progressi significativi e i negoziati restano sospesi dal 2018, sebbene formalmente ancora aperti. In Serbia il processo riformatore ha subito un rallentamento evidente e si rileva una preoccupante diminuzione della libertà di espressione e della libertà accademica: per non compromettere la futura adesione, sarà necessario invertire la rotta. Per la Bosnia-Erzegovina, inoltre, l’avvio dei negoziati dipenderà dalla riforma del sistema giudiziario, mentre per la Macedonia del Nord resta aperta la questione delle modifiche costituzionali relative al riconoscimento delle minoranze, soprattutto quella bulgara. Il Kosovo deve affrontare ancora il nodo della normalizzazione dei rapporti con la Serbia.

Al Parlamento europeo, pur tra posizioni differenti, emerge una constatazione condivisa: al momento solo Albania e Montenegro sembrano davvero pronti ad avvicinarsi alla fase conclusiva del percorso. Alcuni eurodeputati avvertono il rischio di procedere troppo velocemente, mentre altri chiedono di non deludere i Paesi dei Balcani occidentali, che attendono segnali concreti da anni. C’è anche chi invita a non chiudere la porta alla Turchia, per non spegnere la speranza della parte della società civile ancora legata all’idea europea.

Il messaggio finale è che l’allargamento non è solo una scelta politica, ma un investimento strategico per la stabilità e la forza dell’Unione. Secondo l’Alta rappresentante Kaja Kallas, un’Europa con più di 27 Stati membri potrebbe diventare realtà già entro il 2030.

Ultimo aggiornamento: 05/11/2025, 10:06

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